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Ordigno della seconda guerra mondiale rinvenuto a Morano e fatto brillare dai Carabinieri

Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 19 marzo, è stata rinvenuta nella contrada Vado, non molto lontano dalla zona nuova dell’abitato di Morano, un ordigno bellico risalente alla seconda Guerra Mondiale.

Avvertito intorno alle 17.00 da un privato cittadino circa la presenza ai margini della strada di un involucro metallico di natura sospetta, il sindaco Mario Donadio disponeva immediatamente una ricognizione da parte della Polizia Municipale, che agiva con l’agente Alessandra Di Leone, e allertava i Carabinieri della locale stazione dell’Arma.

Giunte sul posto le forze dell’ordine provvedevano a circoscrivere l’area, interdicendone la viabilità in entrambi i sensi di marcia.

Verificato che si trattava effettivamente di un oggetto potenzialmente pericoloso – che poi si rivelava essere una spoletta tedesca antiaerea ZF23 in uso alla XXIX PanzerGrenadier - i militari attivavano le procedure di rito, chiedendo e ottenendo l’intervento del Nucleo Artificieri del Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza. Questi, arrivati in sito, esperivano gli accertamenti del caso e, con specifiche tecniche, rimuovevano il congegno spostandolo in area sicura. Fatto ciò, alle 23.00, trascorse solo cinque ore dalla segnalazione pervenuta al primo cittadino, nel pieno rispetto delle misure di tutela delle cose e delle persone si induceva il brillamento della carica d’innesco (detonatore), che provocava un gran botto e nulla di più.

V’è da dire che la contrada Vado fu individuata dall’esercito tedesco come superficie per stoccare munizioni di ogni genere. In particolare fu ammassato quanto necessitava per la contraerea e vario altro materiale. Tuttavia, nella loro precipitosa ritirata le truppe di Hitler, allo scopo di impedire che mani alleati s’impossessassero dell’apparato bellico, fecero esplodere l’arsenale. Vi sono però testimonianze del fatto che non tutto deflagrò e che molto materiale si sparse nella collina/campagna circostante. Non di rado, conferma lo studioso Luciano Mastrascusa, nel primo dopoguerra la gioventù soleva recarsi in quei campi alla ricerca di dispositivi apparentemente inerti; se ne svitava la spoletta e se ne prelevava la polvere con la quale si preparavano piccoli giochi pirotecnici. È noto alle cronache come alcune di quelle bravate siano, ahinoi, costate gli arti, talvolta superiori talaltra inferiori, o parti del corpo e finanche la vita a diversi ragazzi. Peraltro, a riprova di una storia che in paese è ormai patrimonio solo di chi conta qualche luna in più e di pochi altri interessati alla conoscenza delle vicende patrie, ben si ricorda come durante gli incendi che devastarono il territorio qualche anno fa, furono uditi forti scoppi provenienti dalle località Vado e Sassone. 

20 03 2025



Ordigno della seconda guerra mondiale rinvenuto a Morano e fatto brillare dai Carabinieri