Un evento di riflessione e impegno collettivo, promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il locale Istituto Comprensivo, si è svolto nella mattinata di oggi, 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, nel cortile del “Severini”.
Scandendo lo slogan: “Siamo il grido forte e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”, gli studenti della scuola secondaria di primo grado, sostenuti dai loro docenti, dal sindaco Mario Donadio, dagli assessori Josephine Cacciaguerra, Salvatore Siliveri e Marisa Di Maria, dal presidente del Consiglio Francesca Rosito, dai consiglieri Francesco Soave e Biagio Angelo Severino, dal segretario Cisl Marco Bruno, dal presidente del Centro di Promozione Sociale per Giovani e Anziani, Palma Rizzo, dai membri della Proloco, hanno manifestato solidarietà e affetto alle migliaia di donne che nel tempo hanno subito forme estreme di sopraffazione fisica e intellettuale, sino a morirne.
Gli allievi dell’agenzia di formazione moranese hanno realizzato un murales simbolico, a dimostrazione tangibile dei loro sentimenti e della consapevolezza crescente che le nuove generazioni nutrono per la problematica. Pensieri strutturati sulle tematiche del rispetto, dell’uguaglianza e della giustizia sociale sono stati espressi dai ragazzi e dai rappresentanti dell’esecutivo presenti, con un livello di empatia tale da suscitare una profonda e diffusa emozione.
Alle 11:30 si è costituito il corteo commemorativo culminato nella villa antistante il Chiostro San Bernardino, dove si è tenuta una breve ma assai significativa cerimonia accanto alla “Panchina Rossa”, simbolo della lotta contro ogni forma di abuso.
Gli assessori Josephine Cacciaguerra e Marisa Di Maria, il presidente del Consiglio Francesca Rosito, componente femminile della squadra di governo guidata da Mario Donadio, visibilmente emozionate e prese dalla circostanza, hanno dichiarato congiuntamente: «Questa giornata non rappresenta solo un’occasione per ricordare le vittime della violenza, ma anche un momento per rafforzare il nostro impegno nella costruzione di una società più giusta e rispettosa. Il coinvolgimento delle scuole, da noi voluto fortemente, certifica la volontà di seminare il cambiamento partendo dai ragazzi, affinché il silenzio lasci il posto al coraggio e alla denuncia».